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Endodonzia · Capire il preventivo

Perché un dente può avere due, tre o quattro canali?

Il numero scritto nel preventivo è una previsione basata sul dente da curare e sugli esami. L’anatomia reale può essere più articolata.

«Perché nel preventivo vedo terapia canalare 3–4 canali? E perché per quest’altro dente c’è scritto 2 canali?». La domanda è giusta: sotto la superficie, ogni dente ha una sua rete di piccoli passaggi. La posizione del dente dà un’idea di quanti cercarne, ma non consente di conoscerli tutti in anticipo.

Il numero sul preventivo indica la complessità anatomica prevista. Il numero effettivo dei canali da trattare si conferma con la valutazione clinica e, talvolta, durante la terapia.

Una radice non equivale sempre a un canale

La radice è la parte del dente che si trova nell’osso. Il canale è un percorso al suo interno, dove si trova la polpa. Una radice può contenere uno o più canali; più canali possono anche incontrarsi e terminare insieme. Ecco perché contare le radici su una radiografia non basta a contare i canali.

Denti diversi, anatomie diverse

Un incisivo superiore presenta di solito un solo canale. Negli incisivi inferiori può esserci un secondo percorso, spesso nascosto sul lato della lingua. Il primo premolare superiore ha spesso due canali; nel secondo premolare superiore, invece, uno e due canali sono entrambi frequenti. Anche un premolare inferiore, apparentemente semplice, può nascondere una biforcazione.

Nei molari le possibilità aumentano. Il primo molare superiore ha in genere tre radici e spesso un quarto canale in una delle radici anteriori: si chiama MB2. Il primo molare inferiore ha di solito due radici e tre canali, ma può avere anche un secondo canale nella radice posteriore. I secondi molari possono avere radici fuse o percorsi dalla forma insolita; i denti del giudizio sono ancora meno prevedibili.

Queste sono frequenze osservate in gruppi di denti, non una formula per il singolo paziente. Cambiano anche fra popolazioni, età e metodi con cui i ricercatori osservano i canali.

Primo dettaglio di una radiografia endorale con percorsi canalari trattati in un molareDettaglio 1 · Radiografia endorale
Secondo dettaglio radiografico dell’anatomia di un molareDettaglio 2 · Radiografia endorale
Due ritagli dalla mia casistica. I dettagli mostrano percorsi trattati con orientamenti diversi. Una radiografia bidimensionale non permette, da sola, di stabilire quanti canali indipendenti siano presenti.

Un canale può dividersi e riunirsi

Non conta soltanto quanti ingressi si trovano nella parte alta del dente. Due ingressi possono confluire in un solo percorso verso la punta della radice; un canale può dividersi più in basso. Per descriverli, i professionisti usano anche sigle come 2–1 o 1–2. Sono mappe del tragitto, più precise del semplice numero iniziale.

Con l’età, dopo carie profonde, restauri o traumi, la deposizione di dentina può restringere i canali. Anche piccole calcificazioni nella polpa possono ostacolarne la ricerca. Un canale difficile da vedere non è necessariamente assente.

Ricostruzioni micro-CT di due premolari inferiori: una mostra un percorso canalare semplice, l’altra una ramificazione complessaDentro un premolare · ricostruzione micro-CT
Stesso tipo di dente, percorsi diversi. Le ricostruzioni mostrano come un canale possa ramificarsi anche in un premolare. Immagine da Sierra-Cristancho e colleghi, Scientific Reports (2021), figura 5, licenza CC BY 4.0; riprodotta senza modifiche.

Come si cercano i canali

La visita e la radiografia endorale aiutano a formulare una previsione. Durante la terapia, l’accesso al dente e l’osservazione ingrandita permettono di cercare gli ingressi e seguire i percorsi. Una radiografia appiattisce strutture tridimensionali: due canali sovrapposti possono sembrare uno solo.

Quando l’anatomia resta dubbia e l’informazione può cambiare la cura, il dentista può valutare una CBCT, un esame tridimensionale da prescrivere caso per caso. La micro-CT della figura è una tecnica di ricerca ad altissima risoluzione usata su denti estratti: non è l’esame normalmente eseguito ai pazienti.

Che cosa chiedere sul preventivo

Perché è indicato «3–4 canali»?
Perché, in quel tipo di dente, è plausibile trovare un canale aggiuntivo che gli esami iniziali non mostrano con certezza. Chiedi come viene gestita l’eventuale differenza nel preventivo del tuo caso.

Se è indicato «2 canali», il trattamento sarà più semplice?
Non sempre. Contano anche curvature, ramificazioni, calcificazioni, precedenti terapie e possibilità di ricostruire il dente. Il numero da solo non misura la difficoltà né la qualità della cura.

Dott. Filippo Castano

Odontoiatra · Master universitario di II livello in Endodonzia clinica e microchirurgica.

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Fonti e approfondimenti

Questo articolo ha carattere divulgativo e non sostituisce la valutazione clinica individuale. Le radiografie provengono dalla casistica del Dott. Castano; l’immagine micro-CT è accreditata nella didascalia.

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