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Endodonzia · Ingrandimento e controllo

Microscopio in endodonzia: vedere meglio per curare con precisione

Canali difficili da individuare, ritrattamenti e microchirurgia: quando il microscopio aiuta e che cosa possiamo aspettarci.

Durante una cura canalare si lavora in spazi molto piccoli, all’interno delle radici del dente. Alcuni dettagli possono essere difficili da riconoscere a occhio nudo: l’ingresso di un canale, una calcificazione o un materiale rimasto da un trattamento precedente.

Il microscopio operatorio odontoiatrico, chiamato anche DOM, unisce ingrandimento e illuminazione del campo di lavoro. Aiuta il dentista a osservare questi particolari e a controllare con maggiore precisione alcune fasi della terapia. [1]

Vedere meglio aiuta a prendere decisioni e a lavorare con maggiore controllo. La guarigione, però, dipende dall’intero percorso di cura.

Il Dott. Filippo Castano al microscopio operatorio durante una seduta odontoiatrica
Il microscopio operatorio combina ingrandimento e illuminazione del campo di lavoro.

Che cosa permette di vedere?

Il microscopio offre una visione ingrandita delle strutture accessibili allo sguardo. Può aiutare a individuare ingressi canalari poco evidenti, a distinguere materiali e tessuti e a eseguire manovre mirate, cercando di preservare la struttura dentale. [1]

Non permette di vedere attraverso il dente o oltre ogni curva della radice. La sua utilità si integra quindi con la visita, le radiografie e, quando indicato, un esame tridimensionale mirato.

La prima cura canalare: trovare anche i canali meno evidenti

Un dente mai trattato può avere un’anatomia complessa. Nei molari superiori, per esempio, una delle radici può contenere un secondo canale, indicato con la sigla MB2. Individuarlo può essere impegnativo, soprattutto quando il suo ingresso è molto sottile o nascosto.

Uno studio retrospettivo su primi molari superiori inviati al ritrattamento ha osservato un’associazione fra mancato trattamento di questo canale e lesioni intorno alla radice. Il risultato sottolinea l’importanza di esplorare accuratamente l’anatomia, ma riguarda un gruppo selezionato di denti già problematici: non descrive il rischio di tutti i pazienti che affrontano una prima terapia. [2]

Nei ritrattamenti, un aiuto per gestire gli ostacoli

Quando un dente già devitalizzato richiede una nuova terapia, il microscopio può aiutare a cercare canali non trattati e a localizzare materiali o frammenti di strumenti. La visione diretta è particolarmente utile per affrontare passaggi tecnici delicati. [1]

Non tutti gli ostacoli possono essere rimossi in sicurezza. La posizione di un frammento, la forma della radice e la quantità di dentina residua contribuiscono alla scelta: preservare il dente resta più importante del completamento di una singola manovra.

Il ritrattamento endodontico richiede quindi una valutazione della causa del problema e delle possibilità concrete di recupero.

Dal microscopio al monitor: un breve sguardo al campo operatorio ingrandito. Video senza audio, avviabile con il pulsante di riproduzione.

Il ruolo nella microchirurgia endodontica

In alcune situazioni è indicato intervenire sulla parte terminale della radice attraverso un accesso chirurgico. L’ingrandimento elevato aiuta a esaminare la superficie radicolare e a controllare la preparazione e la sigillatura dell’estremità del canale.

In questo ambito esistono evidenze favorevoli all’impiego dell’ingrandimento elevato. Una meta-analisi ha riportato esiti positivi nel 94% dei casi di microchirurgia e nell’88% dei casi trattati con tecniche moderne che utilizzavano ingrandimenti inferiori o nessun ausilio visivo. Il gruppo di microchirurgia comprendeva microscopio o endoscopio: il dato non misura esclusivamente l’effetto del DOM e non è una previsione individuale di successo. [4]

Il microscopio aumenta le possibilità di guarigione?

Per la terapia eseguita attraverso la corona del dente, senza chirurgia, alcuni studi osservazionali hanno trovato risultati favorevoli associati al microscopio. Una coorte retrospettiva pubblicata nel 2025 ha confrontato trattamenti di denti posteriori eseguiti con e senza questo ausilio. [3]

Un’associazione, però, non dimostra che il miglioramento dipenda soltanto dallo strumento: esperienza dell’operatore, selezione dei casi e modalità di trattamento possono influire sul risultato.

La revisione Cochrane del 2015 non aveva individuato studi randomizzati idonei a chiarire il beneficio sugli esiti. Questo rappresenta un limite delle prove disponibili a quella data, non la dimostrazione che il microscopio sia inutile; gli studi successivi vanno valutati tenendo conto del loro disegno. [5]

Per il paziente, il messaggio è concreto: il microscopio è un ausilio importante per la visione e il controllo tecnico, ma non garantisce da solo la guarigione.

Come lo utilizzo nella mia attività

Nella mia attività clinica utilizzo il microscopio operatorio in alcune delle sedi in cui collaboro. Lo considero un supporto particolarmente utile quando l’anatomia e la complessità del caso richiedono un controllo visivo più approfondito.

Il suo impiego si inserisce in un percorso che comprende diagnosi, isolamento con diga di gomma, disinfezione, otturazione dei canali, restauro del dente e controlli nel tempo. Sono passaggi che devono lavorare insieme, con indicazioni personalizzate.

Come raccontato nell’approfondimento sulla precisione nella terapia canalare, l’obiettivo è conservare un dente sano nei tessuti che lo circondano, funzionale e adeguatamente protetto.

Dott. Filippo Castano

Odontoiatra · Master universitario di II livello in Endodonzia clinica e microchirurgica.

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Fonti e approfondimenti

  1. American Association of Endodontists. Microscopes in Endodontics.
  2. Khalighinejad N et al. The Effect of the Dental Operating Microscope on the Outcome of Nonsurgical Root Canal Treatment: A Retrospective Case-control Study. Journal of Endodontics, 2017.
  3. Chang YC, Wang TY. Effectiveness of microscope-assisted root canal treatment in permanent posterior teeth: A retrospective cohort study. Journal of Dentistry, 2025.
  4. Setzer FC et al. Outcome of endodontic surgery: a meta-analysis of the literature — Part 2. Journal of Endodontics, 2012.
  5. Del Fabbro M et al. Magnification devices for endodontic therapy. Cochrane Database of Systematic Reviews, 2015.

Le informazioni hanno carattere divulgativo. La scelta terapeutica richiede una valutazione clinica individuale.

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