Endodonzia · Prima di curare
Diagnosi endodontica: come si capisce cosa succede dentro un dente
Il dolore, il test al freddo e la radiografia raccontano parti diverse della stessa storia. La diagnosi nasce mettendole insieme.
«Mi fa male quando bevo qualcosa di freddo: devo devitalizzare il dente?». È una domanda comprensibile, ma la risposta non può basarsi su quel sintomo soltanto. Un dente può reagire al freddo per ragioni diverse. Può anche avere un problema senza fare male.
La diagnosi endodontica cerca di capire sia che cosa accade nella polpa, il tessuto all’interno del dente, sia come stanno i tessuti attorno alla punta delle radici.
Due diagnosi per ogni dente
La diagnosi pulpare riguarda il tessuto che contiene nervi e vasi sanguigni: può essere in condizioni clinicamente normali, infiammato oppure non più vitale. La diagnosi apicale riguarda invece l’area attorno alla radice, dove può esserci un’infiammazione anche se il dente non fa male.
Le due valutazioni si completano. Per esempio, una radiografia può mostrare un’alterazione vicino alla radice, ma non dire da sola quanto sia infiammata la polpa. Allo stesso modo, la risposta al freddo non descrive da sola i tessuti intorno al dente.
Che cosa racconta il dolore
Un fastidio al freddo che passa appena lo stimolo finisce e un dolore che compare spontaneamente o continua a lungo danno informazioni diverse. Il dolore notturno, quello che persiste dopo caldo o freddo e il dolore alla masticazione sono dettagli utili da riferire durante la visita.
Questi segnali orientano la diagnosi, ma non misurano direttamente l’infiammazione. L’assenza di dolore non garantisce che la polpa sia sana; un dolore intenso non significa automaticamente che il dente debba essere devitalizzato.
I controlli durante la visita
Si parte da ciò che il paziente racconta: quando è iniziato il disturbo, che cosa lo provoca, quanto dura e se il dente ha ricevuto cure recenti. L’esame clinico cerca carie profonde, restauri, fratture e altri possibili motivi dei sintomi.
Il test al freddo verifica se e come il dente risponde allo stimolo. Si confronta la risposta con quella di altri denti, perché la sensibilità varia da persona a persona. In alcuni casi si aggiunge il test elettrico. Entrambi misurano una risposta nervosa: non vedono il sangue che circola nella polpa e non forniscono una diagnosi istologica.
La percussione, una lieve sollecitazione del dente, e la palpazione aiutano a valutare soprattutto i tessuti attorno alla radice. Se il quadro non è chiaro, il dentista integra i risultati, ripete un test o rivaluta il dente nel tempo. Un solo test negativo non basta a dichiarare che la polpa sia necrotica.
Radiografia endorale · Caso clinico, dente 46Che cosa mostra la radiografia
La radiografia endorale aiuta a vedere carie, restauri, anatomia delle radici ed eventuali alterazioni dell’osso vicino agli apici. È un esame importante per la diagnosi delle patologie apicali. Non fotografa direttamente l’infiammazione della polpa e una radiografia apparentemente normale non esclude un problema nelle fasi iniziali.
La CBCT, un esame tridimensionale, può aggiungere informazioni in situazioni selezionate quando la diagnosi resta dubbia. Non è un esame di routine per ogni mal di denti e non permette, da sola, di stabilire se una pulpite sia presente o quanto sia avanzata.
Dalla diagnosi alla cura
Una volta individuati il dente responsabile e la condizione clinica, si valutano le possibilità di trattamento. A seconda del caso, possono essere indicati la rimozione della carie e un restauro, una terapia della polpa vitale oppure una terapia canalare. Contano anche la profondità della lesione, la possibilità di ricostruire il dente e ciò che si osserva durante il trattamento.
Le etichette «pulpite reversibile» e «irreversibile» restano diffuse, ma non equivalgono a una fotografia esatta dei tessuti. Le linee guida ESE del 2023 considerano, tra gli altri elementi, se il dolore sia spontaneo; AAE ed ESE stanno inoltre discutendo un aggiornamento della terminologia diagnostica. Per il paziente, il punto pratico è questo: la scelta della cura si basa sul quadro complessivo, non su una parola o su un singolo risultato.
Se compaiono gonfiore del viso, febbre o difficoltà ad aprire la bocca, deglutire o respirare, serve una valutazione tempestiva; le difficoltà a deglutire o respirare richiedono assistenza urgente.
Due domande frequenti
Se la radiografia è normale, il dente può comunque essere malato?
Sì. La polpa può essere infiammata senza una lesione ossea visibile e alcune alterazioni apicali possono essere troppo precoci per apparire in una radiografia bidimensionale.
Se non sento il freddo, significa che il dente è morto?
Non necessariamente. Una risposta assente va verificata confrontando altri denti e considerando restauri, traumi, calcificazioni e gli altri dati clinici.
Odontoiatra · Master universitario di II livello in Endodonzia clinica e microchirurgica.
Il mio percorso professionale →Fonti e approfondimenti
- European Society of Endodontology, linee guida cliniche S3 su malattie pulpari e apicali (2023)
- ESE e AAE, proposta di aggiornamento della terminologia diagnostica (in consultazione)
- American Association of Endodontists, Endodontic Diagnosis
Questo articolo ha carattere divulgativo e non sostituisce la valutazione clinica individuale.